Maurizio Micangeli, indimenticato ex-pilota gentleman romano, ha ritrovato presso l’officina autorizzata BMW-Mini della famiglia Patriarca la monoposto di Formula Baby Junior con cui aveva corso nel 1964.
Ritrovarsi dopo 60 anni è sempre un’emozione. Anche se si tratta di un uomo e di un’automobile. E’ successo a Maurizio Micangeli, indimenticato ex-pilota gentleman, che presso l’officina autorizzata BMW-Mini della famiglia Patriarca in via Assisi, a Roma, a ritrovato la monoposto di Formula Baby Junior al volante della quale partecipò ad alcune corse nel 1964.
In seguito, Micangeli si è dedicato esclusivamente alle gare per vetture a ruote coperte. Ricordiamo il suo lungo connubio con la De Tomaso alla guida della Pantera, così come il suo impegno nell’Europeo Turismo con BMW, Mercedes, Alfa Romeo nell’ambito del quale va ricordato il suo importante contributo con l’Alfetta GTV6 ai titoli marche conquistati dalla Casa del Biscione.
Tutt’altra storia è quella di Patriarca, La gialla monoposto di Formula Baby Junior del 1959 parcheggiata in bella vista su una piattaforma sospesa a mezz’aria in fondo alla rampa d’accesso dell’officina di via Assisi è il testimone di una storia che risale al 17 Ottobre 1908 ovvero alla nascita di Rodolfo Patriarca geniale tecnico della telaistica, dell’assemblaggio e dell’elaborazione, ancora oggi noto come il “mago di San Giovanni”, perchè le sue officine hanno sempre avuto sede nella zona della basilica lateranense. In questo contesto alla fine degli Anni Cinquanta lancia la Formula Baby Junior. Costruisce una serie di monoposto tutte uguali equipaggiate con il bicilindrico della Nuova 500 che, verniciate in colori differenti che sono assegnate a sorte tra i concorrenti. «Per una doppia partenza i piloti della Scuderia Roma pagavano 60.000 Lire, una sorta di rimborso spese per il trasporto e l’assistenza» ricorda Laura Patriarca.
Per promuovere la categoria sono organizzate varie iniziative. Il cantante Little Tony, notoriamente grande appassionato di automobili, si dichiara entusiasta della categoria. E poi c’è il totalizzatore (“Il gioco nel brivido, il brivido nel gioco”). Altri tempi! Per vari motivi però l’iniziativa non decolla e dopo una decina di gare le monoposto finiscono sparse qua e là per l’Italia: una è quella esposta nell’officina di via Assisi.



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